Walter c'è
- 5 al voto: Il lavoro che non c’è e la necessità di una nuova mentalità

A cinque giorni dalle elezioni amministrative, eccoci al Primo Maggio, festa dei lavoratori.

Ma il mio pensiero, più che ai fortunati che hanno un posto di lavoro e che giustamente se lo tengono stretto, va a coloro che ne hanno appena perso uno e che ne cercano disperatamente un altro; a coloro che aspirano al primo impiego (degno di questo nome) ma non sanno dove sbattere la testa perché il mercato del lavoro palermitano offre soltanto briciole, a meno che non hai l’aggancio giusto; a coloro che lavorano ma sono precari e vivono i giorni soffocati dall’ansia.

Perché a Palermo, non possiamo nascondercelo, le opportunità lavorative sono scarne e insufficienti. E la crisi economica sta colpendo una città già di per sé messa malissimo.

Continuare nella descrizione di questo malessere lavorativo generalizzato, sarebbe come riscaldare una minestra già servita troppe volte e sarebbe alto il rischio di scrivere le solite cose, che sanno di ‘propaganda’.

Lascio ai politici le promesse e l’annuncio preventivo di misure che servono per creare nuove opportunità lavorative in città.

Io, invece, voglio solo augurarci che a Palermo possa nascere una mentalità che schiacci quella che fino ad oggi ha condizionato il mercato del lavoro, caratterizzata da clientelismo e mal di merito.

Una mentalità che possa lodare concretamente i talenti e che dia la possibilità d’investire su di essi. Più aperta all’imprenditoria privata che alla custodia del ‘posto pubblico’.

E non ci resta che incrociare le dita.

Walter Giannò - Candidato al Consiglio Comunale - Lista Impresa Palermo - Tommaso Dragotto sindaco

Gesip, simbolo del degrado socio-economico di Palermo

Ci risiamo, purtroppo. I 1800 operatori della Gesip stanno protestando a Palermo perché reclamano certezze per il proprio futuro lavorativo, essendo scaduto il contratto di servizio tra l’azienda partecipata e il Comune di Palermo.

Le ragioni della protesta sono naturalmente condivisibili, perché quei lavoratori hanno il diritto di conoscere al più presto le proprie sorti ma è necessaria una soluzione che non sia messa su in quattro e quattr’otto per ‘tappare i buchi’ per poche settimane (come nel caso dei 10 milioni di euro di fondi Fas prospettati dal governo regionale ma bloccati dalla Protezione Civile Nazionale).

I lavoratori della Gesip, infatti, non hanno di certo bisogno di sapere che saranno retribuiti per i mesi di maggio e giugno ma a luglio ‘poi si vedrà’, soprattutto utilizzando fondi che dovrebbero servire a ben altro, ovvero promuovere la crescita economica di aree sottoutilizzate, e non certo per ‘zittire’ la protesta degli operatori in questo periodo di campagna elettorale, trasferendo la ‘patata bollente’ nelle mani della prossima amministrazione comunale.

Tutto ciò dimostra come la Gesip sia uno dei simboli più prorompenti del degrado socio-economico in cui è piombata Palermo a causa della cattiva gestione della ‘cosa pubblica’ da parte di chi non ha pensato, negli ultimi anni, a perseguire il bene comune, bensì ad accaparrare più potere possibile, utilizzando l’azienda comunale come ‘macchina elettorale’.

Da un lato, dunque, auspico che si possa al più presto dare ai dipendenti della Gesip ciò che giustamente pretendono: la sicurezza lavorativa; dall’altro che i palermitani possano trarre da questa vicenda una lezione fondamentale per il 6 e il 7 maggio: non votare chi li ha preso in giro (e continua a farlo) e chi ha reso la città invivibile.

Walter Giannò - Candidato al Consiglio Comunale - Lista Movimento Impresa Palermo - Tommaso Dragotto Sindaco

Il senso di ‘Amore Precario’: abbiamo solo una vita per essere felici

Amore Precario è il mio secondo libro. Edito da La Zisa, si tratta di una raccolta di poesie, scritte tra il 2007 e il 2011, che parlano sia di Amore che di Precarietà.

Da un lato il sentimento e dall’altro una condizione lavorativa che si condizionano vicendevolmente.

Un susseguirsi di versi che sottolineano quanto difficile sia essere giovani se il futuro è privo di alcuna prospettiva di certezza. L’amore stesso ne risente, perché il precariato ‘contrattuale’ può degenerare in uno stato d’animo che deprime le emozioni.

Questo è il significato profondo del libro che termina, tuttavia, con una speranza per tutti coloro che non possono fare a meno di sopravvivere, anche se vorrebbero ‘spaccare il mondo’: l’amore a tempo indeterminato.

Perché so di averlo trovato e so come si chiama. E non è ‘soltanto’ una fornace di affetto e ardore ma anche (e soprattutto) lo sprone per non subire passivamente il futuro ma per affrontarlo a viso aperto e sfidarlo.

Perché abbiamo solo una possibilità per essere felici: la vita che stiamo vivendo.

P.s: Amore Precario’ è in vendita su internet. Presto nelle migliori librerie di Palermo.

- 42 giorni al voto: “Essere giovani è un diritto, non una colpa”

Essere giovani è un diritto, non una colpa”. Questo è il pensiero che sta alla base della mia candidatura al consiglio comunale di Palermo.

Perché sono giovane (ho compiuto 31 anni il 19 febbraio scorso) e perché conosco il senso dell’instabilità, avendola vissuta sulla mia pelle e raccontata in alcune poesie che fanno parte della raccolta che presto uscirà nelle librerie: “Amore Precario”, edito da La Zisa (prefazione dello scrittore e giornalista Carmelo Sardo, illustrazioni di Laura Sighinolfi).

Tra queste ce n’è una che scrissi nel 2008, anno in cui lavoravo come operatore call-center per conto di Wind, addetto all’assistenza tecnica Adsl, pochi giorni dopo la notizia che il contratto ‘interinale’ non sarebbe stato più rinnovato (dopo quasi un anno di impiego). Fu una mazzata durissima che riguardò oltre 100 giovani che lavoravano a ‘Palazzo Gamma’.

Non dimenticherò mai gli occhi rossi, le discussioni accese, le richieste di aiuto ai politici, il pianto di una ragazza che aspettava un bambino, i sit-in davanti alla Prefettura, il mio scontro con i rappresentanti della Cisl e della Cgil perché rei di avere adottato una tecnica discriminatoria nella tutela degli interessi di tutti i lavoratori coinvolti.

E, riprendendo ‘Se questo è un uomo’, il celebre componimento di Primo Levi, ecco come manifestai la mia rabbia:

Se questo è un ragazzo

Voi che avete un posto fisso,
uno stipendio certo a fine mese,
voi che potete guardare in faccia il futuro,
mantenere i vostri figli, fomentare i vostri sogni:
Considerate se questo è un ragazzo,
che se è fortunato lavora con scadenza,
che non conosce la sicurezza della retribuzione,
che non può pensare al matrimonio,
perché poi come si campa?

Considerate se questa è una ragazza,
senza certezze, senza un degno impiego,
con la rassegnazione che nulla può cambiare,
vuota la passione e gelida la speranza,
come un randagio sotto l’acquazzone.

Meditate che è così:
Il precariato è una piaga, un disagio
che è pure esistenziale, scolpito nel cuore.

Ed il tempo è Cerbero, ingordo del dopo,
del prima e del durante.

Siete fortunati, privilegiati:
beati voi, che avete la libertà di progettare,
di vivere anziché di sopravvivere;
dopo tutto, non chiediamo mica l’America.

Ed ora ‘eccomi qui’, candidato al consiglio comunale. Consapevole delle difficoltà della sfida ma al contempo desideroso di portare sui banchi di ‘Sala delle Lapidi’ le istanze di tutti quei giovani che sono ‘precari’ nell’animo, perché costretti a vivere in una società in cui è un privilegio per pochissimi la possibilità di costruirsi un futuro come si deve, anziché un’esistenza immersa giocoforza nell’attimo.

Giovani che hanno il diritto di vivere nella propria città, perché a Palermo sono nati. E che hanno il diritto che la città faccia di tutto per il loro futuro, perché a Palermo vogliono morire.

Walter Giannò - Candidato al Consiglio Comunale - Lista Movimento Impresa Palermo - Tommaso Dragotto sindaco

Da BlogSicilia a Impresa Palermo

Chi mi conosce sa già che non collaboro più con BlogSicilia. L’ho annunciato su Facebook giovedì scorso, il giorno dopo l’invio della lettera di dimissioni.

È ovvio: anche se ho deciso velocemente, non è stato facile. Perché BlogSicilia è stato come un ‘figlio’, seguito, coccolato, fin dal primo post.

Dentro al quale ho riversato passione, professionalità e sacrificio, supportato nel migliore dei modi dall’azienda in cui ho lavorato per due anni.

Nessuno potrebbe sostenere il contrario: i numeri e la diffusione del ‘marchio’ parlano chiaro.

Ma si è presentata un’opportunità che non potevo non prendere al volo. Importante professionalmente ed economicamente.

Concentrerò, infatti, la mia esperienza di blogger nei progetti sociali ed editoriali che ruotano attorno al ‘Movimento Impresa Palermo' di Tommaso Dragotto.

In un nuovo ambiente, in un nuovo gruppo di lavoro, dove sono certo che crescerò ancora di più e darò maggiore respiro alle mie potenzialità.

Ringrazio, pertanto, coloro che hanno creduto in me e coloro che hanno deciso di crederci.