
A cinque giorni dalle elezioni amministrative, eccoci al Primo Maggio, festa dei lavoratori.
Ma il mio pensiero, più che ai fortunati che hanno un posto di lavoro e che giustamente se lo tengono stretto, va a coloro che ne hanno appena perso uno e che ne cercano disperatamente un altro; a coloro che aspirano al primo impiego (degno di questo nome) ma non sanno dove sbattere la testa perché il mercato del lavoro palermitano offre soltanto briciole, a meno che non hai l’aggancio giusto; a coloro che lavorano ma sono precari e vivono i giorni soffocati dall’ansia.
Perché a Palermo, non possiamo nascondercelo, le opportunità lavorative sono scarne e insufficienti. E la crisi economica sta colpendo una città già di per sé messa malissimo.
Continuare nella descrizione di questo malessere lavorativo generalizzato, sarebbe come riscaldare una minestra già servita troppe volte e sarebbe alto il rischio di scrivere le solite cose, che sanno di ‘propaganda’.
Lascio ai politici le promesse e l’annuncio preventivo di misure che servono per creare nuove opportunità lavorative in città.
Io, invece, voglio solo augurarci che a Palermo possa nascere una mentalità che schiacci quella che fino ad oggi ha condizionato il mercato del lavoro, caratterizzata da clientelismo e mal di merito.
Una mentalità che possa lodare concretamente i talenti e che dia la possibilità d’investire su di essi. Più aperta all’imprenditoria privata che alla custodia del ‘posto pubblico’.
E non ci resta che incrociare le dita.
Walter Giannò - Candidato al Consiglio Comunale - Lista Impresa Palermo - Tommaso Dragotto sindaco



