Walter c'è
- 5 al voto: Il lavoro che non c’è e la necessità di una nuova mentalità

A cinque giorni dalle elezioni amministrative, eccoci al Primo Maggio, festa dei lavoratori.

Ma il mio pensiero, più che ai fortunati che hanno un posto di lavoro e che giustamente se lo tengono stretto, va a coloro che ne hanno appena perso uno e che ne cercano disperatamente un altro; a coloro che aspirano al primo impiego (degno di questo nome) ma non sanno dove sbattere la testa perché il mercato del lavoro palermitano offre soltanto briciole, a meno che non hai l’aggancio giusto; a coloro che lavorano ma sono precari e vivono i giorni soffocati dall’ansia.

Perché a Palermo, non possiamo nascondercelo, le opportunità lavorative sono scarne e insufficienti. E la crisi economica sta colpendo una città già di per sé messa malissimo.

Continuare nella descrizione di questo malessere lavorativo generalizzato, sarebbe come riscaldare una minestra già servita troppe volte e sarebbe alto il rischio di scrivere le solite cose, che sanno di ‘propaganda’.

Lascio ai politici le promesse e l’annuncio preventivo di misure che servono per creare nuove opportunità lavorative in città.

Io, invece, voglio solo augurarci che a Palermo possa nascere una mentalità che schiacci quella che fino ad oggi ha condizionato il mercato del lavoro, caratterizzata da clientelismo e mal di merito.

Una mentalità che possa lodare concretamente i talenti e che dia la possibilità d’investire su di essi. Più aperta all’imprenditoria privata che alla custodia del ‘posto pubblico’.

E non ci resta che incrociare le dita.

Walter Giannò - Candidato al Consiglio Comunale - Lista Impresa Palermo - Tommaso Dragotto sindaco

In vendita sul web ‘Amore Precario’

La poesia di Giannò tratteggia, con una sensibilità che talvolta sfocia nel tragicomico, le spaventose dinamiche del precariato in cui si barcamenano i giovani d’oggi. I suoi versi emergono dallo scontro tra la freschezza dei sentimenti e l’impossibilità di coltivare serenamente un futuro in una società arrugginita, malata. Squarci di grande bellezza e lirismo sopravvivono alla disillusione di una vita che troppe volte assume i toni della sopravvivenza, della svendita delle proprie capacità pur di tirare avanti. Quelle che ci consegna l’autore sono emozioni attuali, senza struggimenti né pietismi ma cariche della forza che serve a raccontare storie e a cambiare la storia“.

Questa la sinossi del mio nuovo libro, edito da La Zisa e già in vendita su internet.

Ecco alcuni link dove si può acquistare la raccolta di poesie:

'Amore precario', tentar non nuoce

Oggi ho sistemato la prima bozza di ‘Amore Precario’. Si tratta di una mossa certamente coraggiosa, di una piccola raccolta di poesie che va dal 2005 ad oggi (è stato divertente notare i cambiamenti di stile e la scelta dei termini).

Non sarà una scommessa, perché non certo mi ritengo un ‘poeta’. Più che altro sarà un riconoscimento agli amori della mia vita, lunghi e fugaci, con nome o senza, che hanno ispirato prima di tutto il sentimento e poi qualche ‘verso’.

Ma l’amore è ‘precario’. Perché le illusioni e gli ammaliamenti riguardano un periodo in cui lo sono stato, spostandomi da un call center all’altro, da un contratto L.A.P. ad uno Co.Co.Co.

E ci sono due componimenti che raccontano lo stato di agitazione e di tormento che provoca il precariato, uno dei quali ha avuto persino l’onore di essere rappresentato a teatro, ben di al di là dello stretto di Messina.

Essere precari, infatti, non è sic et simpliciter uno status lavorativo. Giocoforza condiziona tutto il resto, finanche il sentimento o il modo di interagire col quotidiano. Perché il precariato è pure uno stato d’animo.

Non so se troverò un editore che voglia pubblicare cinquanta pagine, o giù di lì. Non so, tantomeno, se ci sarà qualcuno che vorrà acquistarle e conseguentemente leggerle. Ma tentar non nuoce.