
Ieri sera, martedì 6 marzo, al Torquemada di via Pignatelli d’Aragona, c’è stata la serata di presentazione della mia candidatura al consiglio comunale, a cui hanno partecipato più di 100 persone. Con me anche Ignazio Mulé, candidato alla V Circoscrizione, e Tommaso Dragotto, fondatore del Movimento Impresa Palermo e candidato come sindaco del capoluogo siciliano.
Ecco il testo del discorso che ho pronunciato (parola più, parola meno):
Domenica 6 e lunedì 7 maggio non sarò che uno tra i tantissimi candidati al Consiglio Comunale che si contenderà un posto a Sala Delle Lapidi.
Ed ho deciso di affrontare quest’avventura, cogliendo al volo l’opportunità che mi ha concesso Tommaso Dragotto ed il Movimento Impresa Palermo, perché finalmente potrei avere la facoltà di esternare non solo tutte quelle che cose che non sopporto ma anche e soprattutto di proporre e al contempo di sostenere concretamente tutte le soluzioni per risolverle.
E sono tante le cose che non sopporto… Eccone qualcuno, così come mi vengono in mente…
Non sopporto, ad esempio, le auto in doppia fila in corso Olivuzza. Che non permettono al traffico di scorrere liberamente, agli autobus di arrivare puntuali alle fermate, agli automobilisti (che, invece, posteggiano regolarmente - anzi legalmente), di uscire dal parcheggio.
E non sopporto, di conseguenza, vedere ogni mattina i vigili urbani che se ne stanno davanti al Palazzo di Giustizia, che mettono mano al fischietto o alla paletta solo quando un’auto deve entrare dentro allo spiazzale del Tribunale, mentre, non dico tutti, ma almeno uno di loro non si fa una ‘passeggiata’ a pochi metri di distanza per controllare la situazione e magari multare gli automobilisti che lasciano la propria macchina in seconda fila.
E non sopporto, a proposito di polizia municipale, il fatto che su 1500 vigili urbani in servizio, solo 300 si occupano concretamente di viabilità e traffico. E non sopporto anche che il comandante dei vigili urbani sia eletto dalla politica e non nominato dopo un regolare concorso pubblico.
E non sopporto, visto che parliamo di strade, il posteggiatore abusivo. Sì, proprio quello che ci chiede l’euro (o di più). per lasciare la nostra macchina in centro, la sera, dopo che scatta l’ora in cui la zona blu non si deve pagare.
Non lo sopporto assolutamente questo pizzo (perché è un’estorsione vera e propria), che paghiamo non perché l’uomo ci ‘guarderà’ la macchina ma per evitare di trovare una sorpesa al nostro ritorno. Non lo sopporto perché dietro ai posteggiatori abusivi ci sta la mafia, perché è chiaro che uno di quelli non sceglie volontariamente il luogo in cui esercitare la propria professione illecita ma è uno spazio ‘liberamente’ concesso da altri.
E non sopporto, a questo punto, i blitz che si fanno, una volta ogni tanto, per denunciare qualche posteggiatore abusivo, guarda caso soprattutto extracomunitario, mentre nessun poliziotto è andato la domenica pomeriggio, prima della partita, nel parcheggio in fondo viale Alcide dei Gasperi dove un tizio chiede 3 euro per lasciare l’auto e ti dice pure, se fai la faccia tosta,: “Cucì, sono qui da 20 anni e con me nessuno si è mai lamentato”.
Restando sempre in strada, ma salendo sull’autobus, non sopporto ogni mattina i 101 stracolmi di gente alle 7 del mattino, dove si sta come le sardine: gente che sbraita, piedi calpestati, gomitate, odori condensati… Eppure, l’Amat lo sa… ed il biglietto è quasi il più caro di Italia: ci batte solo Genova… E non sopporto, poi, la discriminazione centro/periferia. Perché, se sono a Falsomiele e devo andare alla stazione, devo aspettare 45 minuti prima di salire sull’autobus? Sono forse figlio di un Dio minore?
Non sopporto, a proposito di tempo speso nelle fermate, che a Palermo non si possa prendere l’esempio di un’altra città… Non del Nord, della Svizzera o della Germania. Ma del Sud. Di Napoli!
Sì, lì non solo hanno il pannello che indica il tempo di attesa prima che arrivi un’autobus (anche se a Palermo, se non sistemiamo l’Amat, corriamo il rischio di trovarci scritto: “Lasciate ogni speranza, o voi che aspettate”), ma anche l’emettritrice automatica di biglietti alle fermate!
Caspita, quante cose non sopporto…
Ad esempio, non sopporto che a Palermo ci sono le corse clandestine di cavalli e la Prefettura, magari cogliendo l’insegnamento del cardinale Ruffini, dice che non esistono… Eppure le stalle ci sono! E le sgambature dei cavalli avvengono sotto ai nostri occhi! Calessi guidati da minorenni (è inutile che vi spieghi il perché…) che così fanno allenare i cavalli per strada prima delle corse organizzate… da chi? (è inutile anche in questo caso che vi dica chi ci stia detro)…. E, a proposito di animali, non sopporto che i canili palermitani sono dei lager e che non ci sia un cimitero degli animali.
Non sopporto poi tant’altro…
Ad esempio, il palermitano che non rispetta la storia. Salvatore che scrive di amare Maria sul Palchetto della Musica, sulla Statua di Ruggero Settimo, sui busti di marmo di Villa Giulia. No, non lo sopporto. Perché non una lettera? Ma non sopporto neanche il fatto che, nonostante ciò avvenga, chi di competenza non si imbroncia e non punisce il ragazzino e non si adoperi per ripulire quei monumenti che i turisti vengono a vedere perché se li ritrovano nelle loro guide… Cos’é? Rispetto per la letteratura di strada?
A proposito di turismo….
Non sopporto che una città meravigliosa di Palermo, su cui fior di scrittori hanno scritto parole da brividi: Guy De Maupassant e John Wolfgang von Goethe, per dirne due, non si faccia bella per i turisti. E’ incomprensibile! Eppure, visto che nella nostra città le cose belle e interessanti non ci mancano, potremmo camparci col turismo!
Pensateci bene. Che fa il turista? Dorme, mangia, visita i musei, visita gli altri luoghi d’interesse culturale, si muove in città, si diverte la sera ed altro ancora. Caspita, praticamente dà soldi agli alberghi, ai ristoranti e alle pizzerie, alla cultura, ai mezzi pubblici, ai pub… Eppure, il turista è lasciato solo. Anzi, dà pure fastidio quando ci chiede un’indicazione per strada. Magari al Politeama, dove la famosa cartina gli dice che c’è uno sportello per il turismo, e chiede al passante: “Excuse me, where is Rosalia Lombardo?”.
E ci sono tante altre cose che non sopporto, che non sopporta neanche Tommaso Dragotto…
Ma ce n’è una che non sopporto più di tante altre cose… Che domenica 6 maggio e lunedì 7 maggio c’è chi si farà votare dicendo che bisogna riamare Palermo, ricostruirla, farla riemergere dalle macerie, ecc… pur avendo partecipato alla distruzione! Vestendosi di nuovo! Questo non solo non lo sopporto… ma mi fa proprio inc…..